20 maggio, giornata mondiale delle api. E’ stata istituita nel 1917 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e in questi 6 anni, a parte cercare di sensibilizzare al pericolo della loro estinzione non si è fatto granchè.

Il maggior impollinatore in natura – che ha un ruolo indispensabile per la moltiplicazione e conservazione di moltissime specie vegetali e della biodiversità, quindi degli habitat naturali di tutto il pianeta – è in costante, veloce diminuzione. Quello che si è fatto finora è troppo poco per arrestare questa allarmante moria.

A questi straordinari esseri viventi dobbiamo la riproduzione del 75% di tutti gli alberi da frutto del mondo , ( per fare qualche esempio: anacardi, carambole, rapa, coriandolo, durio, cardamomo, nespolo, grano saraceno, feijoa, melograno , mela, mango, avocado, pimento, albicocca, ciliegie agrodolci, prugna, mandorla, pesca, pera, rosa canina, lampone, mora, naranjillo, mirtillo  e si può continuare un lunghissimo elenco) e moltissimi ortaggi.

Il 90 % del cibo deriva , direttamente o indirettamente, dal lavoro delle api, fondamentali anche per l’equilibrio di ecosistemi e biodiversità perché limitano la proliferazione di varietà invasive. Senza il loro contributo si ridurrebbe drasticamente il numero di tutte le piante esistenti sul pianeta con conseguenze sulla produzione di ossigeno e sulla filtrazione dell’anidride carbonica in eccesso. Scomparirebbero moltissimi animali e si svilupperebbero senza controllo specie infestanti e dannose .

Le api sono anche indicatori della salute dell’ambiente: prolificano soltanto in condizioni di basso o meglio ancora, nullo inquinamento dei luoghi dove vivono. Le cause della scomparsa delle api sono tante: iniziano a scomparire alcune delle varietà vegetali e floreali fondamentali per loro, e le piante rimanenti, comprese le specie selvatiche, stanno diventando meno nutritive per l’aumento delle temperature e dell’inquinamento ambientale. La mancanza di sostanze mellifere ha come primo effetto la riduzione della produzione di miele, alla quale segue l’impossibilità di rigenerare gli alveari e procedere efficacemente all’impollinazione. Oltre a questo, anche la sempre più diffusa strategia di coltivare monocolture, anche su spazi verdi molto estesi, sta privando le api delle piante di cui si nutrono.

Ma l’uso di pesticidi chimici è uno dei maggiori killer. Con i pesticidi le api ingeriscono veleni che non lasciano loro nessuno scampo, come anche le molecole tossiche rilasciate da rifiuti abbandonati  che vanno ad inquinare l’ambiente. Si arriva a migliaia di esemplari ogni giorno per ogni luogo inquinato. Purtroppo le api rimaste in vita non riescono ad avere il tempo necessario per ripopolare gli alveari. Dall’introduzione dei neonicotinoidi in agricoltura – una classe di insetticidi neuroattivi- negli anni “ 80” , la popolazione di api è crollata a livello mondiale.

Sono state tra le prime specie a subire l’effetto dei cambiamenti climatici, soprattutto l’aumento delle temperature. Molte popolazioni hanno iniziato a cercare vere e proprie rotte migratorie per raggiungere dei climi più freddi, ma questo trasferimento porta alla perdita di numerosi esemplari durante il viaggio. L’aumento di piogge torrenziali – le catastrofi naturali incentivate dai cambiamenti climatici innescati dall’uomo – portano con sempre più frequenza alla distruzione degli alveari naturali, uccidendo tutti gli esemplari che vi trovano casa.

Dagli anni ’70 a oggi, il loro numero in natura è diminuito di più del 40%.

Entro la fine del secolo, se non si interverrà in modo più decisivo e fattivo di quanto è stato fatto finora, gran parte degli insetti impollinatori potrebbe essere scomparso. Si parla di due terzi. Ed è facile immaginare quali gravi conseguenze questo potrebbe avere sulla sopravvivenza dell’intero pianeta, specie umana compresa.

I governi devono mettere in atto ogni tipo possibile di politiche ambientali per la tutela e la cura dei danni fatti all’ambiente ed ogni cittadino del mondo fare la propria parte con piccole, importantissime cose:

Aderire con una sola firma alle campagne per la tutela delle api e l’eliminazione dei pesticidi chimici .

Un’altra agricoltura è possibile, basta tornare alla fertilizzazione naturale con compost o letame. Sono molte le aziende agricole che applicano le buone pratiche dell’agricoltura biologica e biorigenerativa, evitando l’uso di pesticidi e ricreando ecosistemi ricchi di biodiversità. Sosteniamole.

Coltiviamo piante che attirano le api, come trifoglio, tulipano, rosmarino, salvia officinale, basilico, flox, calendula, fiordaliso, cicoria, margherita, nigella, erba medica, coriandolo, cumino, girasole, malva, borragine, lavanda, tiglio, acero, acacia e molti altri ancora.

Date loro una casa. Si trovano in commercio molte casette per le api, non abbiate paura di essere punti, le api pungono solo per difendersi e quando lo fanno muoiono perché, quando agganciato alla cute, il pungiglione si stacca dal corpo e ne strappa parte dell’addome per cui ovviamente preferiscono una convivenza pacifica, e poi sono troppo affaccendate al loro lavoro per permettersoi di essere aggressive.

Favoririamo l’apicoltura, anche a livello locale, perché è importantissima per il ripopolamento delle api nelle aree verdi;

Adottiamo uno stile di vita più sostenibile, riducendo la produzione di rifiuti, riciclando il più possibile, sfruttando sempre più le risorse rinnovabili.

 

INIZIATIVE e PROGETTI :

BEE MY FUTURE  – LIFEGATE

DIAMO UNA CASA ALLE API  – WWF

ADOTTA UN ALVEARE – 3BEE

SALVIAMO LE API – GREENPEACE

Da  NATURASI in omaggio bustine di semi di fiori che piacciono alle api

www.beesandfarmers.eu

EVENTI

Il 20 maggio 2023 è la Giornata Mondiale delle api: gli eventi e le idee in Italia

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